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Libraries/Universities - Bibliotheque d'Italiques
copertina
S. Léoni, L. Restuccia
L'isola come metafora: trasferimenti e scambi nello spazio mediterraneo
L'île comme métaphore: transferts et échanges dans l'espace méditerranéen
volume di pp. 154
€ 12,90
Code cartaceo B7030
ISBN cartaceo 978-88-6017-075-0

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Il volume raccoglie gli Atti del Convegno Internazionale dell'Associazione "Italiques" che ha avuto luogo a Palermo il 5 e 6 giugno 2008.
Il comitato scientifico che ha assunto la responsabilità di scegliere il tema del terzo incontro palermitano, ha riunito alcuni autorevoli studiosi su un tema, quello dell'insularità, che si presta ad un vasto arco di analisi e ad una variegata possibilità di applicazioni metodologiche e di interpretazioni interdisciplinari. Prendendo spunto dalle riflessioni effettuate sull'Isola come metafora, e sia pure in ottiche differenti, da Leonardo Sciascia e da Paul Ricœur, si è cercato di mettere in luce, in special modo, quanto i microcosmi insulari possano contribuire alla comprensione di ciò che quel macrocosmo dialettico, costituito dal sempre complesso rapporto fra l'Europa e il mondo mediterraneo, continua ogni giorno a sottoporre agli occhi e alla mente di osservatori non superficiali. Sono emersi elementi di riflessione su ciò che solo la scrittura è stata sempre in grado di proporre, senza velami e senza condizionamenti, al lettore. Le differenti declinazioni della metafora insulare mediterranea sono state utilizzate, di volta in volta e partendo da scrittori d'ogni tempo e d'ogni luogo (da Omero a Consolo), quali funzionali chiavi di interpretazione dei singoli testi. Ma l'elemento unificante dell'incontro resta, senza dubbio, l'incessante mutazione cui l'Isola è andata incontro nell'immaginario letterario, lungo lo scorrere dei secoli, assolvendo, nel mutare delle stagioni e degli eventi, all'insostituibile funzione motrice di fatti culturali ed artistici germinati sulle sponde del Mediterraneo.
Le endiadi moi/autre e même/differént affiorano infatti in modo più o meno esplicito a più riprese, e non casualmente, dai contributi qui raccolti: quasi a voler giustificare la necessità di costruzione di spazi culturali comuni, oggi più che mai necessari affinché, su quel mare di isole che è il Mediterraneo, possano diradarsi le sempre incombenti nubi di razzismi e le plumbee nebbie di ingenerose e cieche contrapposizioni.