Attraverso il mito di Erisittone e Mestra, Maurizio Bettini mostra come, nella cultura degli Antichi, l’arroganza nei confronti della natura corrisponda, nei fatti, all’arroganza verso gli dèi. La pena che spetta a Erisittone per la sua tracotanza è durissima: colpevole di aver divorato e distrutto l’ambiente, egli è a sua volta consumato e divorato dalla Fame, divinità spaventosa e insaziabile.
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